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Testo dell’intervento di Luisa Gorlani, Presidente della Commissione del Premio

10 Novembre 2019

 

 

 

 

 

 

Testo dell’intervento della Presidente della Commissione per l’assegnazione del Premio,
Prof. Luisa Gorlani

 

 

Nella mitologia greca, Europa era una giovane fanciulla fenicia, di cui Zeus s’innamorò, mentre coglieva fiori in un prato e per sedurla si trasformò in un bianchissimo toro mansueto, tanto da indurla a salirgli in groppa. Lui la rapì e da lei ebbe tre figli, tra cui anche Minosse, futuro re di Creta. Il dio le fece tre magnifici doni: – un gigante di bronzo, con l’incarico di proteggere l’isola di Creta, impedendo agli stranieri di approdarvi e agli isolani di evaderne; – un cane che raggiungeva sempre la selvaggina inseguita ; – un giavellotto che colpiva sempre il bersaglio. Doni, quindi, emblematici del compito della futura Europa di difendere il proprio territorio e la propria identità, pur nella convivenza di arricchenti diversità, ognuna con le proprie tradizioni, con la propria cultura, coi propri interessi.

La Bandiera Europea, infatti, con le sue 12 stelle in cerchio sul fondo blu del cielo d’Occidente, simboleggia gli ideali di unità, solidarietà e armonia tra i diversi popoli d’Europa: per la maggior parte cattolici, come l’Italia; protestanti, come i Paesi Scandinavi; mussulmani, come la Turchia, in un suo probabile futuro ingresso, tanto che il Motto d’Europa è “Uniti nella diversità”!

L’Inno stesso d’Europa, che è l’”Inno alla gioia” scritto da Friedrich Schiller e musicata da L. van Beethoven, con il linguaggio universale della poesia e della musica, esprime gli ideali di libertà, di pace, di fratellanza, di cooperazione perseguiti dall’Europa, con i suoi 28 membri.

La formazione dell’Europa, infatti, rappresenta il più lungo periodo di pace, ma anche di crescita economica, commerciale e civile, dal Rinascimento. Occorre, quindi, lottare contro tutti gli “ismi”, ossia contro le esasperazioni e le degenerazioni che ne compromettono l’unità, quali: i nazionalismi, i sovranismi, gli autoritarismi, gli isolazionismi. La tendenza, infatti, al separazionismo, quale quello attuale della Brexit, non può che condurre ad una progressiva e controproducente disgregazione. Solo “L’Unione fa la Forza” !

E’ bello, pertanto, ritrovarci oggi qui uniti a premiare grandi uomini, che in nome della loro comune più alta Umanità, col loro ingegno e col loro “ampio sguardo” fanno grande l’Europa, nei più diversi settori dello scibile umano: dall’Archeologia all’Astronomia, dalla Politologia alla Diplomazia, dall’Arte alla Scienza, dall’Industria ai Mass Media.

Il Premio Europeo Capo Circeo, grazie al suo fondatore Gino Ragno, ha dunque il merito di realizzare il significato etimologico del termine “Europa”( dal greco : “eu”, “ops”) , “buono, ampio sguardo”. Nella sua lungimiranza il Premio sa, infatti, trascendere i limiti asfittici dei propri confini territoriali, per guardare oltre, e agire nell’ottica dell’incentivante “Riconoscimento e Premiazione” della “Positività”, anziché della demotivante ed esclusiva focalizzazione della “Negatività”.

Il nome stesso attribuito al Premio di “Capo Circeo” si riferisce al punto di approdo di Ulisse nell’isola di Circe, dove si erge il promontorio appunto del Circeo, che domina solitario luoghi di straordinaria bellezza, quasi a simboleggiare il fascino del mistero della maga Circe, figura ammaliatrice, capace di affascinare e incantare col suo canto. Ma di fronte alla determinazione di Ulisse, che sfoderando la spada del suo pensiero divergente, della sua capacità critica, riesce a sottrarsi ai condizionamenti della maga, questa si trasforma da figura malefica in figura benigna. Accoglie, infatti, Ulisse nella sua reggia, gli restituisce i suoi compagni in forma umana, dopo averli trasformati in porci e dona ad Ulisse la “Conoscenza”. Quando, pertanto, egli ripartirà e continuerà ad errare, di fronte a prove terribili che lo attendono, saprà di che si tratta e saprà come difendersi, con l’arma della consapevolezza. Il potere seduttivo, dunque, di Circe rappresenta in qualche modo il potere attrattivo e avvincente della “Cultura” (dal latino “còlere”: coltivare).

La Cultura, infatti, è ciò che coltiva, che fa crescere e maturare l’uomo, fino a renderlo capace di dare frutti. E Uomini “fecondi” di idee, di invenzioni, di progetti e opere sono quelli che oggi noi premiamo.

In nome, quindi, del mio ruoIo di Presidente della Commissione del Premio Europeo Capo Circeo, desidero rivolgere un grazie sentito al suo principale organizzatore, Prof. Domenico Cambareri, a tutti i suoi collaboratori,  al Presidente dell’Associazione del Premio, Dr. Carlo Sgandurra e al Consiglio Direttivo, alle Personalità del Comitato d’Onore, ai componenti della Commissione e a tutti i presenti partecipanti, con l’augurio che il Premio abbia lunga vita e sia sempre uno stimolo ad andare oltre, ad andare “ad maiora”!

 

Fonte: festival BEETHOVEN – Torino

Inno alla gioia (traduzione italiana)

Traduzione a cura di Elisabetta Fava

O amici, non questi suoni!
ma intoniamone altri
più piacevoli e più gioiosi.
Gioia! Gioia!

Gioia, bella scintilla divina,
figlia dell’Elisio,
noi ci accostiamo ebbri d’ardore,
o Divina, al tuo sacrario.

I tuoi incanti tornano a unire
ciò che gli usi rigidamente divisero;
tutti gli uomini diventano fratelli,
dove posa la tua ala soave.

L’uomo che ha ottenuto dalla sorte
di essere amico a un amico,
chi conquistò una donna leggiadra,
esulti con noi!

Sì, chi anche una sola anima
possa dir sua sul globo terrestre!
Chi invece non lo poté mai, lasci
furtivo e piangente questa confraternita!

Tutti gli esseri bevono gioia
ai seni della natura;
tutti i buoni, tutti i malvagi
vanno per il suo sentiero di rose.

Ci diede l’amore e il vino,
ci diede un amico di provata fedeltà;
La voluttà fu concessa al verme,
e il cherubino sta davanti a Dio.

Lieti, come i suoi astri volano
attraverso lo splendore della volta celeste,
percorrete, fratelli, la vostra strada,
gioiosi, come un eroe verso la vittoria.

Abbracciatevi, moltitudini!
Questo bacio al mondo intero!
Fratelli, sopra la volta stellata
deve certo abitare un padre amorevole.

Cadete in ginocchio, moltitudini?
Intuisci il tuo creatore, mondo?
Cercalo sopra la volta stellata!
Sopra le stelle deve abitare.

 

 

Inno alla gioia (testo originale tedesco)

O Freunde, nicht diese Töne!
Sondern laßt uns angenehmere
anstimmen und freudenvollere.

Freude! Freude!

Freude, schöner Götterfunken,
Tochter aus Elysium,
Wir betreten feuertrunken,
Himmlische, dein Heiligtum!

Deine Zauber binden wieder
Was die Mode streng geteilt;
Alle Menschen werden Brüder,
Wo dein sanfter Flügel weilt.

Wem der große Wurf gelungen,
Eines Freundes Freund zu sein;
Wer ein holdes Weib errungen,
Mische seinen Jubel ein!

Ja, wer auch nur eine Seele
Sein nennt auf dem Erdenrund!
Und wer’s nie gekonnt, der stehle
Weinend sich aus diesem Bund!

Freude trinken alle Wesen
An den Brüsten der Natur;
Alle Guten, alle Bösen
Folgen ihrer Rosenspur.

Küsse gab sie uns und Reben,
Einen Freund, geprüft im Tod;
Wollust ward dem Wurm gegeben,
Und der Cherub steht vor Gott.

Froh, wie seine Sonnen fliegen
Durch des Himmels prächt’gen Plan,
Laufet, Brüder, eure Bahn,
Freudig, wie ein Held zum Siegen.

Seid umschlungen, Millionen!
Diesen Kuß der ganzen Welt!
Brüder, über’m Sternenzelt
Muß ein lieber Vater wohnen.

Ihr stürzt nieder, Millionen?
Ahnest du den Schöpfer, Welt?
Such’ ihn über’m Sternenzelt!
Über Sternen muß er wohnen.

 

 

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