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La Biblioteca Casanatense ospita il “Capo Circeo”. Fra i percorsi e le stratificazioni della storia.Vediamoli

28 Settembre 2019

Fonti : Direzione generale Biblioteche e istituti culturali, Biblioteca Casanatense, Roma Interactive, Cosa Vedere a Roma on line, abcRoma.com , Imperium Romanum, Alamy, Senato.it , Design Outfit, MichelangeloBuonarrotiètornato.com,  Google e varie.

 

 

 

SOVRANITA’ EUROPEA

 PRO EUFRASIA

 

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SANTA MARIA SOPRA MINERVA

Santa Maria sopra Minerva

Nell’area dove oggi è Santa Maria sopra Minerva al tempo dei nostri avi si trovavano il tempio di Minerva Calcidica eretto da Gneo Pompeo e l’Iseum tempio dedicato a Iside e a Serapide, ricostruito e abbellito da Domiziano dopo un incendio che nell’80 lo aveva completamente distrutto.


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Dell’Iseum sono sopravvissuti alcuni degli obelischi che Domiziano fece innalzare davanti all’ingresso.
Tra questi il più famoso è quello della fontana dei Quattro Fiumi che arrivò a Piazza Navona passando per il circo di Massenzio, dove l’imperatore l’aveva portato prendendolo dall’Iseum.

Se volete vedere gli altri obelischi, il più vicino è quello che sta sul “pulcin” della Minerva (l’elefantino di fronte alla chiesa), non lontano in piazza della Rotonda di fronte al Pantheon si trova il secondo, un terzo sta in Piazza Dogali, per trovare il quarto bisogna andare a Firenze nel giardino di Boboli.

Altri reperti sono in Vaticano, al Louvre, in giro per Roma e nei Musei Capitolini.

Cortile della Pigna - clicca per ingrandire
Nilo - clicca per ingrandire
Tevere - clicca per ingrandire
Iside - clicca per ingrandire
La gatta - clicca per ingrandire
Piè di marmo - clicca per ingrandire
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Il culto di Iside si diffuse a Roma a partire dal I secolo a.C. senza particolari resistenze da parte dei tradizionalisti e lo stesso Domiziano che combattè i culti che non appartenevano alla  tradizione romana, fu invece favorevole al culto isiaco.

La storia della basilica di Santa Maria sopra Minerva inizia nell’ VIII secolo, quando accanto al tempio di Minerva sorgeva una piccola chiesa, che alla fine del XIII secolo prese il nome di Santa Maria in Minerva.
Nel 1275 la chiesa passò ai Domenicani e nel 1280 sotto il pontificato di Niccolò III iniziò la costruzione della grande chiesa gotica, secondo l’attuale impianto formato da una navata centrale e due navate laterali. La progettazione è attribuita a due Domenicani: Sisto Fiorentino e Ristoro da Campi. Nel 1295 Papa Bonifacio VIII finanziò largamente la costruzione della basilica che a metà del XIV secolo fu completata nelle sue parti essenziali.

Come vedrete, visitando la chiesa, Santa Maria sopra Minerva testimonia una parte rilevante della storia di Roma e della storia della Chiesa. Qui è sepolta Santa Caterina da Siena, qui sono le tombe di cinque pontefici: Urbano VII, Paolo IV, Leone X, Clemente VII e Benedetto XIII.
Qui sono sepolti il Beato Angelico e Andrea Bregno.
Qui infine hanno lasciato il segno del proprio genio Filippino Lippi, Antoniazzo Romano, Michelangelo, Francesco Mochi, Andrea Bregno, Melozzo da Forlì, Giovanni di Cosma, Gianlorenzo Bernini, Ercole Raggi, Ercole Ferrata, il Perugino, Benozzo Gozzoli, Marcello Venusti, il Baciccia, Jacopo Sansovino, Pietro da Cortona, Cosimo Fancelli, Carlo Maratta e tanti altri ancora.
Per visitare la basilica vi consigliamo di utilizzare la mappa sensibile riportata qui sotto.

 

 

 

 

 

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La biblioteca Casanatense è una delle più vaste e importanti istituzioni culturali di Roma e d’ Europa: una Biblioteca Universale, scrigno di cultura e meraviglia architettonica settecentesca.

Inaugurata il 3 Novembre 1701, la biblioteca Casanatense fu fondata grazie al lascito del Cardinale Girolamo Casanate alla congrega dei domenicani del convento di S. Maria sopra Minerva, consistente in una ricca collezione libraria, di oltre 20.000 volumi, e una rendita necessaria all’ampliamento di tale raccolta e alla costruzione dell’edificio della biblioteca, che doveva essere realizzato all’interno di uno dei chiostri del suddetto convento.

La biblioteca Casanatense e l’innovativo progetto architettonico

Il progetto della nuova biblioteca fu affidato all’architetto Antonio Maria Borioni: egli dovette studiare una soluzione che si adattasse ad uno spazio molto stretto e profondo, con aperture esposte a Nord e a Sud, e non poté attuare le regole vitruviane per la costruzione delle biblioteche, secondo cui le aperture dovevano essere poste ad Est per godere della luce del mattino e difendere libri ed utenti da correnti umide. Un ulteriore problema era rappresentato dall’esigenza di unire struttura ed estetica architettonica alla funzionalità spaziale, soprattutto per quanto riguarda la dimensione e la posizione delle finestre, tenendo conto della necessità di sempre maggiore spazio per le scaffalature contenenti i volumi, trattandosi di una biblioteca destinata all’espansione. L’innovativa soluzione del Borioni consistette nella realizzazione delle finestre alla maggiore distanza possibile dal suolo, all’interno di lunette incastonate nella volta a botte ribassata posta a copertura della sala, così che le murature laterali potessero essere liberamente utilizzate per la disposizione di scaffali e scansie. Questi vennero realizzati su due livelli sovrapposti, quelli superiori raggiungibili mediante un ballatoio: ne risultò una sala di vaste dimensioni, austera ma di grande eleganza. Tra il 1719 e il 1729, all’aumentare delle acquisizioni, il Borioni venne chiamato a restaurare l’intero complesso edilizio e a progettare un ampliamento della biblioteca, che venne realizzato sul lato meridionale del chiostro; allo stesso modo, nei secoli successivi furono acquisiti diversi ambienti di proprietà del convento per allestirvi ulteriori sale ed archivi.

Una collezione pregiata

La meraviglia della biblioteca Casanatense, oltre allo splendore degli spazi in cui è contenuta, risiede nella collezione, costituita da oltre 400.000 volumi, ma anche da beni non librari come stampe, fotografie, quadri, sculture, arredi di pregio. In particolare, vi sono custoditi oltre 120.000 volumi a stampa pubblicati dal 1501 al 1830, tra cui testi di Newton, Huygens e Keplero, e importanti manoscritti ed incunaboli (ossia volumi stampati tra il 1450 e il 1500 con la tecnica dei caratteri mobili, anche detti “quattrocentine”). Obiettivo del Cardinale Casanate, infatti, era collezionare e poter mettere al servizio di curiali, professori, ma anche artisti, un insieme di volumi che abbracciassero il maggior numero di argomenti possibile, dai testi sacri a quelli storici, a quelli scientifici; classici latini e greci; trattati di politica e diritto. Le acquisizioni fatte nei secoli successivi alla fondazione proseguirono questa tendenza: mirando alla realizzazione di una “biblioteca universale”, vennero effettuati acquisti tanto all’interno del mercato librario nazionale, quanto in quello europeo, attingendo sia alla produzione corrente, sia a quella antiquaria. Con una bolla papale, nel 1703 Clemente XI consentì anche la conservazione, opportunamente occultata, di alcuni libri proibiti, e vietò l’asportazione di qualsiasi volume dalla biblioteca, pena la scomunica.

Il contributo fornito da prefetti bibliotecari esperti in biblioteconomia e catalografia contribuirono ad aumentare il prestigio e la rinomanza internazionale della Casantense: ne è un esempio il Catalogo messo a punto da Padre Audiffredi, che non consiste in una semplice lista, ma in un vero e proprio strumento di ricerca dove trovare una breve descrizione dei testi, la loro collocazione, notizie sulla biografia degli autori, sull’organizzazione e le condizioni di pubblicazione delle loro opere.

Dal 1884, con la soppressione delle corporazioni religiose, la biblioteca è divenuta parte del patrimonio statale: nel tentativo di mantenere l’originale splendore della collezione Casanatense, si continua a proseguire una politica di acquisizione che di edizioni rare o di pregio dal mercato antiquario.

Orario biblioteca:
Lun – Mer – Gio 8:30/19:00
Mar – Ven 8:30/15:00
Ingresso riservato ai maggiori di 16 anni, visite guidate su appuntamento
Orario visita salone monumentale:
Lun – Ven 11:30/13:00

Per maggiori info, contatti e orari: Biblioteca Casanatense.

Articolo di Livia Artibani, foto di Maria Clelia Scuteri

 

Santa Maria sopra Minerva
Opera di fra’ Filippino Lippi, il “Beato Angelico” e Patrono degli Artisti
Cappella Carafa dedicata a s. Tommaso d’Aquino.
Il frate è sepolto nella cappella a fianco dell’altare maggiore,
altare dove è conservato il corpo di Santa Caterina da Siena, Patrona d’Italia
P.zza della Minerva, con elefantino borrominiano x lotta del papa
contro i domenicani, con obelisco egizio, antistante a un fianco posteriore laterale del Pantheon
Interno della basilica

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