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In ricordo del fondatore del “Capo Circeo” ripubblichiamo <> di Wolfram Krauss

09 Dicembre 2019
Fonte: Parvapolis
Wolfram Krauss
Eventi & Cultura
Ciao Gino
Ricordare il creatore del Premio Capo Circeo è un modo per averlo sempre con noi
03/12/2009

(L’autore di questo breve ricordo, speaker e doppiatore, è stato negli ultimi anni il traduttore ufficiale del Premio Capo Circeo)  Tra le varie attività della Associazione per l’ Amicizia Italo-Tedesca, uno dei punti cardini è senza dubbio l’appuntamento annuale in Campidoglio per la consegna dei prestigioso “Premio Capo Circeo”. Un premio nato nel lontano 1977 per la promozione culturale , sociale, scientifica e politica tra Italia e Germania. Un premio, che dopo la caduta della Cortina di Ferro e l’ allargamento della Unione Europea, ha sempre più avuto una rilevanza di riconciliazione e pace fra i popoli, tesa alla costruzione di una nuova Europa fondata sul rispetto delle specifiche tradizioni dei popoli oltre che sulle loro matrici comuni e sulla condivisione del loro futuro destino. Nel corso dell’ ultimo decennio, ho avuto il grande onore di far parte di coloro che organizzavano l’evento, preparando le laudatio dei premiati e leggendole, spesso anche facendo da interprete da e verso l’ italiano agli illustri premiati. Nel segno del simbolismo mitologico delle origini della Civiltà d’ Occidente il “Premio Capo Circeo” ha scelto Maga Circe nella riproduzione di una statuetta opera dello scultore Robazza, per premiare le personalità sia italiane che tedesche e, da alcuni anni, anche personalità di spicco di altre nazionalità della nuova Europa e di quella che sognamo, Russia compresa, come Helmut Kohl, , Hans Gert Poettering, Theo Waigel, Hans Georg Gadamer, Vladmir Bukovsky, Eberhard Diepgen, Domenico Fisichella, Pietro Citati, Carlo Rubbia Vaclav Havel, Jiri Pelikan, Giscard D’Estaing, Vladmir Putin, Helmut Schlesinger, Lamberto Dini, Daniel Baremboim, ecc. Ricordo con particolare emozione Gedeon Burkhard, interprete televisivo della serie “Rex”, Rino Barillari, fotografo dei V.I.P. sin dagli anni della Dolce Vita, la pluriolimpionica Josefa Idem, il portavoce di Papa Wojtyla, Navarro Vals, la vedova di Harry Seidel, campione ciclistico della DDR, vittima del feroce regime della Germania Comunista, il Maestro Uto Ughi, tanto per citarne solo una parte piccolissima. E come non dimenticare la cena di gala che seguiva l’evento e che permetteva di parlare a tu per tu con i premiati, una emozione indescrivibile! Il creatore, la mente, il motore primario, senza il quale tutto questo non sarebbe stato possibile, è stato il Segretario Generale della Associazione per l’Amicizia Italo-Germanica, Gino Ragno, instancabile nei suoi sforzi per mantenere questo impegno annuale di grande risonanza anche mediatica. Un impegno che deve essere mantenuto costante da tutti coloro che vogliono che lo spirito europeista continui ad aleggiare non solo nelle sale del Campidoglio, ma anche nei nostri cuori, assieme al ricordo di questo infaticabile promotore, per sentirlo sempre tra di noi.
Wofram Krauss

 

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