12 Ottobre 2026 Fonti: Prof.ssa Maria Giovanna Biga, Il Messaggero, Il Corriere della Sera, Repubblica, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Parco della Musica – Auditorium ennio Morriconi, Google AI, varie

Premio Capo Circeo
Premio Europeo Capo Circeo
Abbiamo appreso dall’illustrissima Componente del Comitato d’Onore, Prof.ssa Maria Giovanna Biga, delle importantissime rievocazioni che si svolgeranno nei prossimi giorni a Roma in ricordo del ‘Premio Capo Circeo alla memoria’ Giuseppe Monopoli, nel venticinquesimo anniversario della sua morte. Personalità di un insuperabile eclettismo creativo, fu Direttore d’Orchestra in giro ininterrottamente nel mondo intero, Archeologo, Medico. Sinopoli ha lasciato una traccia indelebile della sua genialità creativa e la sua Patria, che fu alquanto avara di attenzioni nei suoi confronti, oggi rende omaggio alla statura creativa dell’Artista. – (C.d.R)
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Overview dell’AI
Il Premio Europeo Capo Circeo ha conferito un riconoscimento alla memoria del celebre direttore d’orchestra e compositore Giuseppe Sinopoli, ritirato dalla moglie, la pianista Silvia Cappellini. la Repubblica +1
Dettagli del premio e dei protagonisti
- Il premiato: Giuseppe Sinopoli (1946–2001), illustre direttore d’orchestra, compositore, medico e archeologo italiano, inserito nell’albo storico dei premiati del Premio Europeo Capo Circeo nella sezione dedicata alla musica e alla direzione d’orchestra.
Treccani +2
- Chi ha ritirato il premio: La moglie Silvia Cappellini, pianista, che ne custodisce e ne tramanda la memoria artistica e culturale.
la Repubblica +1
- Il riconoscimento: Il Premio Europeo Capo Circeo viene assegnato a personalità impegnate nella promozione dei rapporti culturali, scientifici e umani tra l’Italia, la Germania e l’Europa, legame particolarmente forte nella carriera internazionale di Sinopoli (che fu tra l’altro direttore della Staatskapelle di Dresda e attivo in Germania).
Treccani +1
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ACCADEMIA NAZIONALE DI SANTA CECILIA
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A venticinque anni dalla scomparsa di Giuseppe Sinopoli, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ricorda la sua poliedrica figura di compositore, direttore d’orchestra e intellettuale con un ricco calendario di iniziative di diversa natura.
Il fulcro delle celebrazioni si terrà giovedì 22 ottobre con una densa giornata per Giuseppe Sinopoli titolata Roma per Giuseppe Sinopoli (2001-2026), ospitata tra il MUSA – Museo degli strumenti musicali e il Museo Aristaios. La giornata riunirà musicisti, critici e direttori d’orchestra per approfondire temi legati all’esperienza artistica di Sinopoli. Tra le figure presenti: Massimo Biscardi, Sandro Cappelletto, Silvia Cappellini Sinopoli, Franceso Rutelli, Paolo Baratta, Stefano Catucci, Andrea Estero. Agli interventi parlati si alternerà l’esecuzione dal vivo della sua musica, con il contributo degli allievi dei corsi di perfezionamento dell’Accademia.
Ingresso libero previa prenotazione
compila il form di registrazione al convegno
Programma
22 ottobre ore 10-18
MUSA-Museo degli Strumenti Musicali e Museo Aristaios
Auditorium Parco della Musica
Prima parte (10:00-13:00)
MUSA-Museo degli Strumenti Musicali
Modera Sandro Cappelletto
ore 10:00-10:30 Saluti istituzionali
Massimo Biscardi, Presidente-Sovrintendente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Silvia Cappellini Sinopoli
ore 10:30-11:30 Il compositore
con Dino Villatico e Claudio Ambrosini
ore 11:45 Primo intermezzo musicale
Sinopoli, Klaviersonate (12′)
Silvia Cappellini Sinopoli, pianoforte
ore 12:00 Memorie, discussioni passate e attuali sull’impegno degli artisti
con Paolo Baratta e Francesco Rutelli
ore 13:00-13:30 Sinopoli archeologo
Museo Aristaios
Visita guidata al museo a cura di Maria Giovanna Biga
Seconda parte (14:30-17:30)
MUSA-Museo degli Strumenti Musicali
Modera Stefano Catucci
ore 15:00 Sinopoli e Wagner: il pensiero
Con Sandro Cappelletto e Guido Maria Guida
ore 15:45-16:15 Secondo intermezzo musicale
Sinopoli, Numquid et unum, per flauto e clavicembalo
Christian Pio Nese, flauto
Simone Pierini, clavicembalo
ore 16:30-17:30 Il direttore d’orchestra
Tavola rotonda con Elisabetta Maschio, Giorgio Rampone e Andrea Estero
In collaborazione con

Si ringraziano la Fondazione Musica per Roma e la Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma
ROMA, PARCO DELLA MUSICA

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Home Roma per Giuseppe Sinopoli (2001-2026)

Roma per Giuseppe Sinopoli (2001-2026)
Classica
Giovedì 22 Ottobre 2026
h. 10:00
Date e orari
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Gio 22 Ottobre Ore 10:00
eventi
INGRESSO SU PRENOTAZIONE
Roma per Giuseppe Sinopoli (2001-2026)
IL MESSAGGERO
Il regista Giovanni Sinopoli: «Mio padre, un maestro con il ghiaccio in tasca»
Giovanni, figlio di Giuseppe, il celebre direttore d’orchestra, compositore e intellettuale, presenta il film sul padre che il 23 ottobre sarà alla Festa del Cinema di Roma. I contributi di Dudamel, Domingo e Gatti

di Simona Antonucci
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«Un esame scolastico, una prova difficile, mio padre suggeriva di affrontarli con del ghiaccio in tasca. Un consiglio che derivava dai suoi studi in medicina e psichiatria: le ansie, diceva, possono rientrare attraverso uno shock termico, stringendo del ghiaccio! E il titolo del mio film, “Il ghiaccio in tasca – Mio padre Giuseppe Sinopoli” con il quale ripercorro la sua figura di umanista e di genitore è nato così». Lo racconta Giovanni Sinopoli, regista, figlio del direttore d’orchestra, compositore, intellettuale e studioso dell’antichità, laureato in medicina, alla vigilia della proiezione del documentario, prodotto da Vivo film di Marta Donzelli e Gregorio Paonessa, insieme con Eolo Film Productions di Beatrice Bulgari, il 23 ottobre al Parco della Musica (dove c’è una sala che porta il suo nome), per la Festa del Cinema di Roma, a 80 anni dalla nascita del maestro (2 novembre 1946) e a 25 dalla morte (20 aprile 2001): scritto da Pasquale Plastino e Giovanni Sinopoli, musiche di Marco Sinopoli.
Un evento accompagnato da un ciclo di celebrazioni per metter in luce un personaggio centrale della cultura musicale europea, (Sinopoli fu il primo direttore italiano a eseguire il ciclo dell’Anello del Nibelungo di Wagner a Bayreuth), ma anche per riattivare il suo lascito intellettuale e artistico. Tributi all’Accademia di Santa Cecilia (una mostra il 21 ottobre e una giornata di studi il 22), a Venezia (dove nacque il 2 novembre 1946), a Mestre che scoprirà una statua l’8 novembre. Progetti, il 15 ottobre, anche con la Philharmonia di Londra e l’Opera di Berlino dove molto è cominciato (nel 1980 con un Macbeth, regia di Ronconi, che lo lanciò nel panorama mondiale) e dove tutto finì: il 20 aprile del 2001 stroncato da un infarto mentre dirigeva Aida.
Ci anticipa cosa vedremo?
«Filmati di famiglia, materiali d’archivio e testimonianze di mia madre, pianista, Silvia Cappellini, di mio fratello Marco, e di musicisti e artisti che lo hanno conosciuto, l’archeologa Maria Giovanna Biga, il musicologo Sandro Cappelletto, Han-Na Chang, Plácido Domingo, Gustavo Dudamel, Daniele Gatti, Gil Shaham, Giuseppe Tornatore: attraverso la voce di Giuseppe traccio un percorso nato dal desiderio di riportare al presente il suo pensiero sull’uomo e sul ruolo dell’arte».
Quali sono le tappe del viaggio?
«Sono partito da Venezia, gli esordi da direttore d’orchestra. Alla Fenice diresse Aida che è stata poi la sua ultima opera. Lui era compositore e fu invitato da Sylvano Bussotti a debuttare sul podio. Il viaggio continua al teatro dell’opera di Vienna, poi si passa a Santa Cecilia, dove tra l’altro ha conosciuto mia madre che era lì come pianista, durante le prove del Poema dell’estasi di Skrjabin. Il suo primo grande successo internazionale con il Macbeth a Berlino. Il Covent Garden di Londra con Manon Lescaut: cantava Domingo. Han-Na Chang a Seoul e Dudamel a Berlino. E poi al Parco della Musica Gil Shaham e Daniele Gatti».
Dudamel e Han-Na Chang erano giovanissimi quando incontrarono Sinopoli: cosa ricordano?
«Mio padre li ha aiutati a crescere. Ad Han-Na Chang ripeteva che la musica nella vita non è tutto.
Oltre alla tecnica c’è lo spirito che va curato. E le suggerì di approfondire gli studi in filosofia. A Dudamel di perseguire il ruolo sociale del progetto Abreu in cui mio padre credeva molto».
Dell’iniziativa del sindaco di New York Mamdami di distribuire biglietti gratuiti per il Met cosa avrebbe detto?
«Lui invitava le scuole alle prove. E si soffermava a spiegare i passaggi delle partiture, persino le più complicate come quelle di Wagner».
Lei lo seguiva?
«L’amore per la regia è nato dietro il palcoscenico con lui. Mi è rimasta quella sensazione legata all’odore del legno».
Cosa ha messo in rilievo?
Per la lettura integrale dell’intervista, connettersi a Il Messaggero
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