Riproposto il 18 Marzo 2026 Fonte: Il Messaggero Autore: Massimo Cavoli
Mirella Caponetti, mezzosoprano: «Ho cantato con Pavarotti e nei teatri di mezza Europa. Oggi insegno ai giovani»

di Massimo Cavoli
4 Minuti di Lettura
sabato 17 gennaio 2026, 00:10
Roma Weekend – Newsletter
Gli eventi del fine settimana, ogni giovedìIscriviti e ricevi le notizie via email
RIETI – Arrivata a un passo dall’esordio al festival delle voci nuove di Castrocaro, il destino ha invece deciso diversamente per Mirella Caponetti, orientando la bussola verso la lirica, arte che l’ha vista protagonista tra il 1980 e il 2010 nei maggiori teatri italiani ed europei, contralto mezzosoprano in opere dirette da registi di valore come Zeffirelli, Del Monaco e Bolognini, e al fianco di tenori di fama quali Josè Carreras, Renato Bruson e Luciano Pavarotti. I critici più accreditati, all’indomani di uno dei sui debutti all’Arena di Verona, nel 1986, arrivarono a definirla «una delle migliori Carmen in grado di ristabilire il primato delle grandi interpreti italiane». Scesa dal palcoscenico, non ha abbandonato il mondo della lirica.
Mirella Caponetti, cosa fa oggi?
«Insegno ai giovani allievi che non ricevono le giuste nozioni tecniche nei conservatori e quindi si affidano a insegnanti privati. Nella mia scuola di via Rinaldi arrivano da anni da tutta Italia, soprattutto da Cuneo e dalla Valle d’Aosta, dove ho vissuto da giovane, e sono soddisfatta del lavoro che porto avanti, sfruttando la mia esperienza, perché alcuni giovani cantanti si sono affermati a livello internazionale. Di recente, insieme a un gruppo di allievi ho organizzato un concerto in chiesta durante le festività natalizie».
Nata al sud, si è poi trasferita con la famiglia al nord, infine è approdata a Rieti, al centro, dove è rimasta a vivere.
«Sono arrivata dopo aver conosciuto a Saint Vincent l’avvocato Umberto Sebastiani, che è stato il mio compagno e il maestro, che mi ha cambiato i connotati vocali, trasmettendomi la tecnica vocale giusta per affrontare il grande repertorio lirico. Lui era un grande intenditore di lirica, avendo studiato in gioventù con il baritono Afro Poli e il tenore Mario Del Monaco. Mi disse: tu sei sprecata per la musica leggera e mi portò dal baritono Giuseppe Valdengo, il preferito di Toscanini, facendomi iscrivere all’istituto musicale di Aosta. Dopo, nel tempo, mi sono perfezionata con Rina Filippini, moglie di Del Monaco e con il maestro Romolo Gazzani. A entrambi devo molto».
Insegnamento che cura anche lontano da Rieti. Dove?
«Ogni mese vado a Cuneo e in Valle d’Aosta, dove tengo corsi di perfezionamento per giovani talenti.
Sono convinta che in Italia servirebbe una maggiore attenzione verso il mondo della lirica, che pure gode di contributi pubblici, e quando c’è l’evento di dicembre alla Scala di Milano ne parla in tutto il mondo. Però non basta».
Cosa manca per continuare a crescere?
«È necessario diffondere questa arte nelle scuole medie, dove certamente non bastano le poche ore di musica inserite nei programmi di insegnamento e io stessa, pur avendone avuto la possibilità, non ho mai voluto accettare incarichi come docente a Rieti. Servirebbe invece introdurre lezioni specifiche sulla lirica, facendo conoscere i grandi autori e stimolando la passione negli studenti».
Lei ha sempre detto che il destino della sua vita è nel nome Mirella. Perché?
«Basta scomporlo – ride – e si vedrà che è formato da tre note musicali: Mi.Re.La. Non può essere solo una coincidenza».
Passione per la musica che è riuscita a trasmettere a sua figlia, ma non quella per la lirica. Come mai?
«Giada, nata dalla mia unione con Umberto Sebastiani, ha studiato tecnica del bel canto, ma poi ha scelto la musica moderna, cantando in diversi concerti in Italia e….
per continiare la lettura integrale, accedere a: