Catalogna. L’Europa davanti alla recrudescenza dei regionalismi

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27 Settembre 2014

 

 

 

 

 

 

Catalogna e “indipendenza”. Una seconda piccola Spagna solo per smisurati egoismi regionalistici?

 

 

 

 

Il sito del Premio Europeo Capo Circeo e l’Associazione per il Premio non prendono parte alle controversie politiche interne agli Stati membri dell’UE.
Tuttavia, in riferimento all’illegale indizione del referendum in Catalogna, come nel precedente “caso” tra Edimburgo e Londra pubblicato il 15 giugno scorso sul sito con il titolo << J. K. Rowling, la Scozia e il Regno Unito >> e, ancor più, nell’inevitabile confronto che consegue fra il caso del Regno Unito e quello odierno della Spagna, ci sembra lecito e doveroso chiedere se vi siano oggettive motivazioni per una siffatta indizione referendaria. Riteniamo che nessun elemento storico fondamentale può essere rilevabile a pro dei secessionisti della Catalogna rispetto a quelli dei celti – scozzesi.

 

 

Anche e ancor più adesso è lecito domandarsi che senso abbia procedere alla proclamazione di un’ipotetica, completa sovranità della Catalogna per i susseguenti duplicativi risvolti in tema di politica estera e di difesa ( e non solo). Noi non siamo in grado di rilevare alcuna specificità di una presunta ed esclusiva identità della Catalogna nel contesto storico ispanico, se non in quello proprio agli atavici e universali regionalismi e campanilismi nel momento in cui straripano.

 

 

Una simile frattura determinerebbe un ciclo virtuoso o meno della macchina burocratica del nuovo Stato, con un accrescimento di spese rispetto all’attuale standard di costi e di efficienza? E sarebbe solo questa domanda relativa all’efficientismo burocratico ed economico a dover essere posta come priorità e non già per prima quella della comunanza del  retaggio culturale e storico? Ovvero questa scelta sarebbe una scelta  dettata solo dall’egoismo di una regione molto più ricca e avvantaggiata di altre? Accetterà il governo regionale la decisione che assumerà l’alta corte in merito al ricorso del governo di Madrid al fine di impugnare per incostituzionalità questo referendum? E’ pienamente cosciente, anzi, il governo regionale di avere già lucidamente violato la costituzione spagnola e di stare navigando in acque non consentite?

 

 

Di quali squilibri e crisi sarebbe foriera in Spagna questa ipotetica secessione incostituzionale? Un simile obiettivo sarebbe conciliabile con la presenza di questa entità “spuria” e senza volto nel contesto europeo? Essa vorrebbe far parte dell’Unione Europea e sarebbe mai accolta in essa? Queste domande, e altre ancora, è doveroso farle già da adesso.

 

 

L’ “opzione” della Catalogna ci pare essere già da adesso un andare per il verso opposto rispetto a quanto è auspicato e atteso in merito al rafforzamento interno dei popoli e degli Stati che compongono l’odierna Unione Europea. Essa inoltre compromette irragionevolmente la credibilità dell’Unione nel promuovere e perseguire l’ulteriore allargamento; e da manforte alle motivazioni degli euroscettici, spesso incongrue, infondate o generalizzate e umorali.
 
 

 

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